Un filo d’arte e identità unisce Diamante, capitale calabrese del murales, e Santa Sofia d’Epiro, cuore dell’arberia cosentina. Due realtà distanti per geografia ma vicine per spirito, cultura e desiderio di raccontarsi attraverso l’arte urbana. Il progetto nasce dalla volontà di connettere territori e storie differenti grazie al linguaggio universale della pittura murale, trasformando pareti anonime in racconti a cielo aperto.
A fare da trait d’union tra i due comuni è stata l’associazione culturale “Haz Art”, promotrice di un’iniziativa che mira a portare a Santa Sofia d’Epiro la lunga esperienza e la tradizione di Diamante nel campo della street art. Artisti locali e internazionali sono stati invitati a realizzare opere che fondano simbologie arbereshe e calabresi in una narrazione visiva capace di valorizzare la storia, la lingua e le radici del borgo italo-albanese.
Tra i primi murales realizzati, uno raffigura la vallja, la tradizionale danza arbereshe, accanto a un’immagine marina evocativa della Riviera dei Cedri, quasi a simboleggiare l’abbraccio ideale tra montagna e mare, tra memoria e innovazione. L’opera è già diventata un simbolo per la comunità, suscitando interesse anche tra i turisti e studiosi di arte urbana.
«Un progetto che rafforza il senso di appartenenza – commenta il sindaco di Santa Sofia d’Epiro – e che racconta chi siamo, parlando ai giovani con un linguaggio contemporaneo». Soddisfazione anche da parte degli amministratori di Diamante, che vedono così esportato un modello di successo culturale capace di promuovere inclusione, bellezza e turismo responsabile.
L’iniziativa prevede altri interventi pittorici nei prossimi mesi, con laboratori nelle scuole e visite guidate dedicate, in un crescendo che punta a fare di Santa Sofia un nuovo “paese dei murales”, ma con l’anima arbereshe ben visibile su ogni parete. Un esempio di come la cultura, se condivisa, possa abbattere i confini e colorare il futuro.

