Economia calabrese frenata: nel 2024 crescita rallentata a +0,8% rispetto al +1,3% del 2023

Nel corso del 2024 l’economia della Calabria ha registrato una crescita contenuta, con il PIL regionale in aumento di appena 0,8%, contro l’1,3% del 2023, come evidenziato dall’indicatore ITER della Banca d’Italia. Si tratta di un rallentamento significativo, pur in linea con l’andamento generale del Paese.

Il freno all’espansione è imputabile in larga parte alla debolezza dei consumi delle famiglie, che hanno tratto solo un beneficio parziale dalla moderazione dell’inflazione, mentre gli investimenti pubblici hanno continuato a dare un contributo positivo.

Anche i settori produttivi hanno mostrato segni di rallentamento: il terziario e l’edilizia hanno perso vigore rispetto all’anno precedente, mentre l’industria si è stabilizzata dopo due anni di contrazione. Del resto, il calo delle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione immobiliare ha indebolito il settore delle costruzioni.

Il mercato del lavoro ha beneficiato solo in minima parte della crescita economica: l’occupazione è aumentata, ma in misura moderata (+0,4%), con un tasso di partecipazione ancora inferiore rispetto alla media del Sud e dell’Italia. Il lavoro autonomo è diminuito mentre i posti a tempo indeterminato sono lievemente aumentati.

Sul fronte familiare, il reddito disponibile delle famiglie ha mostrato un modesto recupero reale (+1,5%), favorito dalla riduzione dell’inflazione. Tuttavia, il livello della spesa è rimasto basso e il potere d’acquisto, eroso negli anni precedenti, non risulta ancora pienamente recuperato.

Dal lato internazionale si segnalano energie positive: il turismo ha registrato un aumento del 3% delle presenze, e l’export è cresciuto del 9,4%, trainato anche da un +15,3% verso Paesi extra‑UE.

In sintesi, la Calabria mostra una crescita ancora fragile, con punti di debolezza nei consumi e nel lavoro, mentre resistono gli investimenti pubblici, il turismo e le esportazioni. La Banca d’Italia invita alla prudenza, evidenziando i rischi derivanti dalla fragilità del contesto internazionale e la necessità di rafforzare la domanda interna e i supporti agli investimenti .

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