NISCEMI (Caltanissetta) – 5 febbraio 2026.
Prosegue con toni decisi il lavoro della Procura di Gela sull’inchiesta legata alla frana che da giorni sta mettendo in ginocchio Niscemi e la sua popolazione, con oltre 1.300 sfollati e una grande fetta di centro abitato ancora a rischio. A fare il punto sullo stato delle indagini è stato il procuratore capo Salvatore Vella, che ha rilanciato la determinazione dell’ufficio giudiziario a proseguire gli accertamenti senza alcuna remora nei confronti di soggetti coinvolti, a qualunque livello.
«Al momento non risultano indagati, ma escludo che il fascicolo rimarrà a carico di ignoti», ha dichiarato Vella durante una conferenza stampa, chiarendo che le indagini partiranno dalle frane del 1997 e si estenderanno a un arco temporale di anni per cercare di ricostruire le cause profonde del disastro. «Inizieremo a sentire persone e non guarderemo in faccia nessuno», ha aggiunto il magistrato, sottolineando che il lavoro della Procura non risparmierà alcuna responsabilità possibile, indipendentemente dal livello dei soggetti coinvolti.
Un fascicolo che va nel passato e nel presente
Il fascicolo, aperto con l’ipotesi di disastro colposo, si basa su una massa significativa di documenti, immagini satellitari fornite dall’Agenzia Spaziale Italiana e altri elementi raccolti finora dalle forze dell’ordine. Secondo Vella, l’indagine non si limiterà a monitorare la situazione attuale della frana – ancora in movimento anche se a velocità ridotta – ma cercherà di capire se nel tempo ci siano state condotte omissive o errori nella gestione urbanistica e ambientale che hanno reso Niscemi vulnerabile a un dissesto di tali proporzioni.
Il procuratore ha anche spiegato che verrà affidato un incarico a un gruppo di consulenti tecnici per supportare la ricostruzione delle cause, analizzando a fondo fattori come l’evoluzione delle costruzioni nel territorio, la gestione delle acque e le condizioni geologiche che hanno favorito la progressiva instabilità del versante.
La comunità sotto stress
La frana ha già portato allo sgombero di numerose abitazioni e alla determinazione di una vasta zona rossa attorno alla fascia più vicina al fronte del dissesto, dove il rientro è stato considerato impossibile dalle autorità tecniche. Le scuole del territorio hanno riaperto con l’ausilio di psicologi dell’ASP di Caltanissetta per sostenere i bambini e le famiglie colpite dal trauma.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, pur confermando che non potrà essere possibile il ritorno immediato nelle case della prima fascia di zona rossa, ha espresso contrarietà all’ipotesi di una nuova area residenziale (cosiddetta new town) in sostituzione delle abitazioni perse. Intanto è stato annunciato un decreto nazionale per ulteriori stanziamenti di risorse a favore di Sicilia, Calabria e Sardegna per affrontare le conseguenze del maltempo e delle frane.

