RENDE – «L’ho tirata fuori dall’acqua, ho cercato di rianimarla, gridavo aiuto, ma non rispondeva…». È un racconto che spezza il fiato quello di Florin, fratello maggiore della bimba di otto anni deceduta tragicamente al Parco acquatico di Rende. Ai nostri microfoni, con voce rotta dalla disperazione, ricorda gli istanti in cui ha visto la sorellina priva di sensi e ha tentato in ogni modo di salvarla. È stato lui, per primo, ad accorgersi del corpo immobile in vasca e a lanciare l’allarme.
«Nessuno era lì in quel momento – racconta – e io ho fatto tutto quello che potevo. L’ho trascinata fuori, ho provato a fare il massaggio come avevo visto nei video… ma non tornava a respirare».
Nel frattempo, proseguono le indagini della Procura di Cosenza per chiarire le responsabilità dell’accaduto. I magistrati stanno acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza e ascoltando i testimoni, oltre al personale della struttura. Al vaglio anche la documentazione relativa alla sicurezza e alla presenza – o eventuale assenza – degli assistenti bagnanti al momento della tragedia.
Sul corpo della bambina è stata disposta l’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni all’ospedale dell’Annunziata. Si cerca di capire se un malore improvviso possa aver causato l’annegamento o se, invece, ci siano state gravi omissioni nei soccorsi.
La comunità di Rende e l’intera provincia di Cosenza restano attonite, strette attorno al dolore della famiglia. «Era una bambina dolce e solare – aggiunge Florin – aveva tanta voglia di vivere. Io non la dimenticherò mai».

