I temi dello scontro politico: autonomia, sicurezza, scuola e tirocinanti

Intanto Rende attende notizie sul ritorno al voto dopo il commissariamento
Idiversi percorsi del no all’autonomia differenziata e gli obbiettivi che si intrecciano. Sono oltre un milione le firme appena depositate dal comitato referendario. e poi ci sono i due quesiti per l’abrogazione della legge, votati da cinque consigli regionali: Campania, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna e Toscana. Intanto, quattro regioni del nord, in testa il Veneto, chiedono l’avvio dei negoziati con il governo, per le materie non lep. La data in calendario è il 3 ottobre. Dalla Calabria, ferma in questi mesi la posizione del presidente Roberto Occhiuto, che in estate ha chiesto al governo una moratoria sull’autonomia, continuando a contestare il metodo: “legge approvata in fretta, facendola sembrare ancora più divisiva”. Dibattito aperto nel centrodestra calabrese, mentre si guarda al prossimo consiglio regionale, fissato per il 2 ottobre, dal presidente Filippo Mancuso, che ha incontrato i presidenti delle Commissioni permanenti e speciali, eletti in mezzo alle polemiche. 

In queste ore però si guarda a Roma, al ministero dell’interno, chiamato a decidere su Rende. Piantedosi è appena stato in Calabria e ha annunciato novità per sicurezza e scuole.

Il PD interviene sui tirocinanti della giustizia, chiedendo continuità: “Gli organici sono a terra e la giustizia – ha detto il senatore Irto – chiede soprattutto personale amministrativo”. Sul caso dei tirocinanti ministeriali calabresi intervengono i Cinquestelle, richiamando il centrodestra alle sue responsabilità: “Basta promesse vuote”, questo l’atto d’accusa.

FONTE RAI

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