L’Europa dei burocrati e delle lobby insensate che avanzava in cerca di un posto in prima fila sara’ costretta -da qui in avanti – a scoprire che i numeri, la perseveranza e la tenacia dei cittadini l’hanno oramai scaricata in seconda classe. Almeno qui, in Italia. Almeno adesso.
E quindi la consapevolezza di poter affrontare le sfide, non per un mero esercizio di prassi ma soltanto perché la gente si e’ schierata dalla parte del cambiamento. E quindi della ragione.
Una sorta di -call to action-; una chiamata all’impegno per tutti.
Perché retorica a parte, sta forse qui il messaggio più importante che questa animata discussione offre a chiunque -alla stessa – dedichera’ lettura e comprensione.
Perché Ventotene e’ un luogo della storia che guardava all’Europa come orizzonte Ideale del superamento degli Stati nazionali infuocati dalle varie dittature e dalla guerra ma che pur partendo da nobili propositi il manifesto è stato poi scritto da culture completamente diverse.
E la cultura che attacca la Meloni – in queste ore – e’ la medesima del comunismo sovietico degli anni 40 (che voleva l’abolizione della proprietà privata!!!).
Ed il retaggio di questo passato non solo andrebbe censurato in ogni democrazia ma occorrerebbe, quantomeno, limitarlo nella sua rievocazione per impedire a taluni europarlamentari (vedi la Salis da Floris) ogni forma di vagheggio nell’immaginare legittima l’occupazione abusiva degli immobili.
L’invito dunque, a chiunque, di farsi parte attiva; a non delegare troppo.
A comprendere che lo spirito e la responsabilità sono ingredienti imprescindibili per una riscossa. Non fosse anche solo, inizialmente, intellettuale.