Junk Food: dalla tavola allo Sviluppo Sostenibile

Bambino con cibo

La somministrazione di junk food in tutto il mondo occidentale, iniziata circa quarant’anni fa, ha generato l’agri-food-business, foriero di giganteschi profitti da parte dell’industria alimentare. Oggi, però, questo sistema produttivo del cibo sta arrestandosi, semplicemente perché i danni provocati dal cibo spazzatura sulla salute dell’uomo generano da qualche tempo costi che superano i guadagni.

Sebbene la macro-economia, come sempre fa, si sia mossa in tal senso a passi molto lenti, leggendo i segni con occhi attenti l’inversione di tendenza la si poteva scorgere almeno da un decennio. Pensate solo a questo schema strategico messo in campo appunto in una decina di anni: la Food and Drug Administration prese a raccomandare l’assunzione quotidiana di olio extra vergine di oliva, a seguire l’OMS propose uno stile alimentare speculare a quello mediterraneo, l’Unesco, a sessant’anni dal suo battesimo da parte di Ancel Keys, promosse la Dieta Mediterranea a Bene immateriale dell’Umanità, quindi la miliardaria campagna Let’s Move di Michelle Obama che divulgò una delle molte accezioni della Mediterranean Diet, il movimento.

I prossimi decenni della storia muoveranno verso un nuovo Umanesimo, praticando l’unico vero sviluppo sostenibile, ovvero quello guidato dall’antica saggezza dell’Uomo, risorsa che per millenni ha preservato la Natura, quindi il cibo, ovvero la prima forma di cultura.Dalla tavola allo Sviluppo Sostenibile.

Fonte Rai News

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