La nomina di Fitto a commissario Ue e l’eredità di un Pnrr fallimentare

Il ministro Raffaele Fitto si è presentato in audizione di fronte al parlamento europeo. La scelta dell’ex presidente della Puglia come rappresentante italiano in seno alla nuova commissione Ue è apparsa sin da subito divisiva e tra le candidature più a rischio. È quindi opportuna una riflessione sul suo operato – e più in generale su quello del governo italiano – negli ultimi due anni.

Fitto è stato il vero e proprio regista del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e in particolare della sua revisione. Un compito certamente non facile viste le pessime premesse. Non solo in termini di ritardi accumulati ma anche di scelte strategiche prese dai governi precedenti. D’altronde la nuova versione del Pnrr italiano non sembra aver risolto i problemi. Anzi, da un lato ci si è limitati a procrastinare molte delle scadenze previste e dall’altro a cercare meccanismi più efficaci per spendere rapidamente i fondi assegnati, senza però una chiara visione di quelle che erano le necessità del paese.

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