“I piccoli successi sottolineati dal presidente Occhiuto- dice il segretario confederale di Cosenza Guglielmo Nucci- cozzano con situazioni che nelle aziende sanitarie ed ospedaliere rasentano l’incredibile”
Il sindacato Ugl torna a riproporre la questione delle liste d’attesa e dei disservizi nella sanità. “Anno nuovo vecchi problemi-dice il segretario confederale di Cosenza Guglielmo Nucci-infatti il rapporto appena presentato dal Garante regionale della salute conferma che le criticità sono notevoli, come dimostrano le proteste sulle liste d’attesa che vedono Cosenza la provincia con il maggior numero di segnalazioni. Restano lunghi i tempi per accesso a prestazioni e servizi, le prenotazioni attraverso i Cup hanno tempi biblici, con l’aggravante di appuntamenti spesso sospesi e non comunicati ai pazienti. E, in aggiunta, il territorio continua ad essere sguarnito, con guardie mediche fantasma, ridotto numero di medici di famiglia, ospedali sia sul Tirreno che fra Pollino e Ionio non ancora a pieno regime nei vari reparti”.
La confederazione Ugl torna a battere, cos’ come ha fatto in tutto il 2024, sui disservizi nella sanità nel vasto territorio cosentino, sottolineando l’importanza dell’operato del garante della salute, punto di riferimento essenziale per cittadini, associazioni, sindacati e per il personale del comparto.
“Al momento-ribadisce il segretario dell’Ugl di Cosenza, Guglielmo Nucci- i buoni propositi e i piccoli successi già conseguiti verso il cambiamento indicati sui social dal presidente della regione e commissario alla sanità Occhiuto cozzano con l’incompleta riorganizzazione delle strutture sanitarie, permanendo situazioni che rasentano l’incredibile.
Gli allarmi lanciatoi purtroppo sono spesso snobbati da classi dirigenti interne ed esterne alla sanità, sorde alle esigenze dei più fragili (soprattutto anziani e pazienti oncologici) ma non a quelle delle lobby. Vanno sollevati dagli incarichi perciò-denuncia Nucci- tali dirigenti i cui comportamenti ostacolano il raggiungimento di una sanità al servizio dei cittadini.
Ribadiamo che nel caso di tempi d’attesa troppo lunghi o impossibilità di prenotazione, il Dl 124 dell’aprile 1998 prevede che il cittadino possa rivolgersi al settore privato chiedendo successivamente al servizio sanitario nazionale il rimborso delle spese. Ma tale legislazione è spesso “occultata” o misconosciuta. Si impongono pertanto riflessioni rapide e decisioni sulle tante urgenze non più differibili, ad iniziare dalla sinergia pubblico-privato, anche perchè il più delle volte i pazienti pur rivolgendosi a strutture pubbliche vengono rimbalzati per analisi, visite e interventi chirurgici nel privato convenzionato.
La segreteria Ugl-conclude Nucci- rimarca che le liste d’attesa sono una rilevante criticità del sistema perchè limitano l’accesso dei cittadini a prestazioni e servizi in tempi adeguati, costringendo (a chi ha le possibilità economiche) a rivolgersi a un privato che, a volte, corrisponde al sanitario che svolge la stessa prestazione nel pubblico. Esistono delle verifiche del numero di assistiti in studio, rispetto a quelli visitati in strutture pubbliche nello stesso periodo? E ciò vale per il ricorso all’intramoenia: si è mai fatto un report numerico? L’Ugl da tempo attende risposte dai direttori generali di Asp e Aziende ospedaliere”.

