di Sergio Giannino Del Giudice
Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sé ferite profonde tra Sicilia e Calabria. Intere comunità stanno vivendo ore che sembrano irreali: strade trasformate in fiumi, case sventrate o crollate, infrastrutture in ginocchio, buio e silenzio dove prima c’erano luce, voci, normalità.
Un funzionario lo ha detto con parole che fanno tremare: “In molte zone raggiungere un medico è quasi impossibile: la mareggiata e le onde hanno colpito duro le città costiere e messo al limite i soccorsi.”
Qui non si tratta più solo di maltempo. È dolore, paura, persone che perdono tutto in una notte. È un’emergenza umanitaria che chiede mani, cuore, presenza.
Vi chiedo una cosa semplice ma potente: non dimenticate. Tenete la Sicilia, il Sud Italia e chi sta lottando tra acqua e macerie nei vostri pensieri e nelle vostre preghiere. E pensate a quei soccorritori che, mentre noi leggiamo, stanno scegliendo di non fermarsi.

