Rossano (CS), 18 luglio 2025 – Un nuovo, drammatico episodio di violenza si è consumato ieri sera all’interno del carcere di Rossano. Un agente della Polizia Penitenziaria è stato brutalmente aggredito da un gruppo di cinque detenuti nel reparto di Alta Sicurezza.
Secondo fonti interne, l’aggressione è stata improvvisa e senza alcuna provocazione, scattata alle spalle: i cinque reclusi hanno colpito l’agente con una serie di pugni, calci e schiaffi, lasciandolo ferito e sotto choc.
Attualmente i responsabili non sono stati isolati: permangono nella medesima sezione “a causa della mancanza di spazi nell’area di isolamento”. Una criticità che, secondo gli stessi sindacati, ha aggravato una situazione già di per sé delicata.
A denunciare il fatto sono intervenuti i rappresentanti del sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE: Giovanni Battista Durante (segretario generale aggiunto) e Francesco Ciccone (segretario regionale), che hanno definito l’evento “inaccettabile” e hanno lanciato un appello per misure urgenti volte a garantire la sicurezza degli agenti.
Nel settore della sicurezza carceraria calabrese, episodi analoghi non sono rari. Solo lo scorso maggio, due detenuti avevano aggredito la comandante della polizia penitenziaria, provocandole uno strattone per i capelli, calci e evidenti lividi sotto lo zigomo.
Il ripetersi di aggressioni di tale violenza nel carcere di Corigliano-Rossano – che in passato ha registrato altri episodi simili – ha sollevato dure critiche da parte dei sindacati, che chiedono:
- Più personale, per evitare che pochi agenti debbano gestire situazioni ad alto rischio;
- Più spazi di isolamento, per separare i detenuti più pericolosi o instabili;
- Trasferimenti mirati, evitando che soggetti violenti ristagnino nello stesso reparto.

