L’Unione Europea finanzia attivamente l’anticipazione degli scenari e la prevenzione attraverso vari programmi strategici che mirano a rafforzare la resilienza contro i disastri naturali, le minacce e le crisi complesse. Ciò è definito Strategic Foresight (prospettiva strategica) e mira a passare da una gestione reattiva a una proattiva.
La destinazione dei Fondi per prevenire le emergenze climatiche, è rispettata dal sistema?La ricercare della sicurezza non deve essere soltanto – reazione-, ma anticipo. Anticipando, si può prevenire. Sicurezza, Difesa e Tutela del Territorio devono essere elementi di tale sistema integrato che potrà quindi attuare la giusta strategia al fine di gestire la prevenzione delle calamità atmosferiche.
La Calabria sta vivendo ore drammatiche.
Il maltempo ha provocato esondazioni diffuse, allagamenti e danni ingenti. Ecco cosa sta accadendo nei territori colpiti:
Cosenza – Esondazione del Busento e del Campagnano, quartieri allagati, scantinati e attività commerciali invase dall’acqua.
Rende – Aree vicine al fiume Crati sommerse coi relativi disagi alla viabilità ed alle isolate abitazioni.
Dipignano – Tracimazione del Fiume Campagnano, smottamenti e strade rurali impraticabili.
Cassano all’Ionio (Laghi di Sibari e località Lattughelle) – Abitazioni e terreni agricoli allagati, famiglie costrette a lasciare le proprie case.
Tarsia – Esondazione del Crati con campagne sommerse e danni alle coltivazioni.
Santa Sofia d’Epiro – Aree rurali e terreni agricoli invasi dall’acqua per la piena del Crati,
collegamenti difficoltosi.
Corigliano-Rossano – Criticità nei quartieri periferici e nelle aree agricole, allagamenti diffusi.
Fuscaldo – Torrenti in piena, strade invase dall’acqua e collegamenti difficoltosi.
Paola – Tracimazioni di corsi d’acqua minori, danni a infrastrutture e abitazioni.
Cetraro – Allagamenti in più zone urbane, disagi alla popolazione.
Amantea – Fiumi e torrenti esondati, attività commerciali colpite.
Reggio Calabria – Quartieri periferici e costieri allagati, criticità alla rete viaria.
Melito di Porto Salvo – Esondazione di torrenti locali, famiglie isolate.
Bagnara Calabra – Tracimazioni e smottamenti, danni alla viabilità e alle abitazioni.
Famiglie evacuate, imprese ferme, agricoltura devastata, infrastrutture compromesse. Ancora una volta la fragilità idrogeologica del nostro territorio si traduce in paura e perdite economiche.Non bastano interventi tampone dopo i disastri. Occorrono prevenzione, manutenzione costante, difesa del suolo e programmazione seria.
Libertà é Democrazia è accanto alle comunità colpite, ai volontari, ai soccorritori e a tutti coloro che stanno affrontando questa emergenza con coraggio.
La Calabria merita sicurezza, rispetto e futuro. Non lasciamo sole le nostre comunità. Un paese ad alto livello sismico -già incastrato nel sistema idrogeologico dissestato- realizza una prevenzione strutturale molto complessa e lunga ai fini di pervenire ad una concreta gestione dell’emergenza.Le regioni del Sud Italia, evidenziano uno sprawl
aree urbana sviluppatasi disordinatamente poiché mancanti di un piano regolatore o del suo rispetto) conducente ad ovvie esperienze di emergenze idrogeologiche nonché disastri ripetuti nel tempo, saranno sempre e solo pagate dalle stesse regioni, che molto difficoltosamente riusciranno a recuperare ‘lo stato delle cose’ precedente al drammatico fenomeno meteorologico o extreme weather (evento meteo dipendente da cambiamento climatico). I limiti dei Piani Nazionali nonché Regionali destinati alla prevenzione, in Italia, rappresentano uno dei settori più cruciali e, contemporaneamente, più fragili e critici. La combinazione geologica giovane, la sua orografia complessa e l’intensa attività antropica, hanno reso il territorio italiano estremamente vulnerabile a fenomeni naturali come frane, alluvioni ed erosione costiera, si da rilevare (dati Ispra) che, il 94% dei Comuni italiani è a rischio dissesto idrogeologico (frane, alluvioni o erosione costiera); tale impatto ed i conseguenti disastri per il nostro paese conducono all’obbligo di individuarne la soluzione, al fine di ridurre i rischi per popolazione ed infrastrutture, poiché, l’instabilità del territorio, nonché del suo terreno, trovano la causa nell’interazione fra acqua, morfologia del suolo ed attività umana da cui: alto rischio idrogeologico, degrado geomorfologico, fenomeni franosi ed alluvionali.Libertà è Democrazia esprime la propria vicinanza alle comunità calabresi duramente colpite dall’ondata di maltempo degli ultimi giorni. La violenza dell’acqua ha mostrato, ancora una volta, quanto fragile sia il nostro territorio e quanto urgente sia intervenire con serietà e continuità. Come ricordiamo spesso insieme al prof. Rizzuto, la Calabria – come gran parte del Mezzogiorno – non può più attendere.Gli argini dei fiumi, le cunette delle strade provinciali e comunali, le costruzioni sorte troppo vicino ai corsi d’acqua e alle spiagge richiedono interventi immediati e strutturali. L’azione dell’uomo, negli anni, ha alterato equilibri delicatissimi, e oggi il territorio presenta il conto con una forza che non possiamo più ignorare.Un tempo forestali, cantonieri e dipendenti dei consorzi di bonifica, pur con mezzi limitati, garantivano la pulizia dei fiumi, dei canali e delle cunette. Oggi, a causa di scelte politiche miopi – spesso giustificate da una presunta “improduttività” di queste figure – quelle attività non vengono più svolte da nessuno. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: argini che cedono, scarpate che collassano, intere pianure, come la nostra Sibaritide, sommerse dall’acqua con danni enormi alle abitazioni, alle attività e all’agricoltura.Questa scelta assurda non produce risparmi: genera costi ben più elevati per lo Stato e alimenta il malcontento di una popolazione che vede violati i propri diritti più elementari, a partire dalla sicurezza della propria casa.È tempo di invertire la rotta, con responsabilità e coraggio. La Calabria merita rispetto, cura e una visione che metta al centro la tutela del territorio e delle persone che lo abitano.
- Valutare l’ aiuto della tecnica in rete per poter anticipare gli scenari estremi (Early Warning) – al fine di prevenire gli eventi; Early Warning è un approccio integrato che combina la conoscenza dei rischi (vulnerabilità, esposizione) con le tecnologie di monitoraggio (satelliti, sensori IoT) per attivare quelle azioni tempestive che hanno l’obiettivo di fornire quel ‘sufficiente anticipo’ al fine di salvare persone-cose-strutture. Una risposta rapida, ottimizzata, taglierà i tempi di reazione nelle attività di Search & Rescue, per tutelare il patrimonio del territorio incrementandone l’efficacia delle risorse, tristemente sempre limitate.
- * Otto milioni di italiani circa, vivono in zone ad alta vulnerabilità, con oltre 540.000 famiglie ed 1,3 milioni di sono sottoposte a rischio frane, in aggiunta ad oltre 3 milioni di persone a rischio inondazione, causate dagli eventi meteorologici intensi, resi più frequenti dai cambiamenti climatici, che colpiscono territorio già fragili a causadi alluvioni e colate di fango rapide (flash floods). La situazione attuale riporta che, le zone più Colpite sono: Valle d’Aosta, Umbria e Calabria, che presentano una percentuale altissima di comuni a rischio. La necessità di Tutela del territorio tutto dunque, è proteggere ciò che poi renderà sicuro il mefesimo, insieme alla protezione della biodiversità prevedendo i cambiamenti climatici. Gli interventi necessari includono la riforestazione, la manutenzione dei corsi d’acqua, la pianificazione territoriale e la stabilizzazione dei versanti. Anticipare gli scenari (Early Warning) al fine di prevenire gli eventi; Early Warning è un approccio integrato che combina la conoscenza dei rischi (vulnerabilità, esposizione) con le tecnologie di monitoraggio (satelliti, sensori IoT) per attivare quelle azioni tempestive che hanno l’obiettivo di fornire quel ‘sufficiente anticipo’ al fine di salvare persone-cose-strutture. Una risposta rapida, ottimizzata, taglierà i tempi di reazione nelle attività di Search & Rescue, per tutelare il patrimonio e del territorio incrementandone l’efficacia delle risorse, tristemente sempre limitate che, considerata l’appartenenza/dipendenza dall’Unione Europea, non possono e non devono più essere relegate in un cantone.


Giancarlo Affatato
Segretario e Coordinatore Nazionale ‘Libertà e Democrazia’
Imprenditore, Manager Sanitario

