Red Canzian: “I vegani? Alcuni di noi non si fanno volere bene. Mangio uova e formaggio dei contadini”

In occasione del Veganuary abbiamo intervistato Red Canzian, musicista e bassista dei Pooh. Tra ricette tipiche trevigiane e un ammonimento per gli allevamenti intensivi, tutta la sua vita da vegano.

Ha cenato con Giuseppe Cruciani, il conduttore più onnivoro che esista, e il pasto si è concluso con una pacca sulla spalla. Mangia oltre 220 giorni vegano fuori casa, e non assaggia un pezzo di carne da oltre 30 anni. Non demonizza il vino, e ha spiegato al mondo con Paul McCartney, in un video realizzato per la Peta, cosa vuol dire essere vegani. Red Canzian non è solo il bassista dei Pooh (ora in libreria con Cento Parole per raccontare una vita, edito Sperling&Kupfer), ma anche un vegano convinto che ogni giorno si siede a tavola con coscienza. In occasione del #veganuary, il mese dedicato al veganesimo, l’abbiamo intervistato.

Da quanto tempo è vegano?

Nel 2009 sono diventato vegano, però dal 1996 non mangio più carne.

C’è stato un episodio scatenante che ha sancito la sua conversione al veganesimo?

Le scelte convinte non nascono mai da un fatto unico che può sembrare quello scatenante. È una presa di coscienza, una crescita continua, nella quale uno si riconosce, ed è arrivato il giorno in cui ho detto basta.

Quindi per un fatto etico?

Anche, ma ho smesso di mangiare carne trent’anni fa perché l’acido urico contenuto nella carne mi provocava la formazione di calcoli, ho avuto diciannove coliche durante una tournée. La carne proprio la detesto, non mi interessa, e pensare che una volta mi piaceva.

Che tipo di vegano si definisce?

La mia scelta non è una moda, o un gioco, è stata una presa di coscienza ma non in maniera talebana. Se io trovo il contadino con le uova delle sue galline che muoiono di vecchiaia, che le conosce per nome e crescono felici nell’aia, io lo mangio l’uovo, non ho problemi nei confronti delle uova, ma ho problemi nei confronti di chi fa soffrire le galline ovaiole.

Stessa cosa la fa per latte e formaggio?

Esatto, se devo mangiare un pezzo di formaggio buono dal malgaro che ha dodici mucche in Val Badia e vado a prendermi ogni tanto un pezzetto di formaggio, so che è un formaggio che non nasce dalla sofferenza ma anzi che ha tutti i profumi delle erbe montane.

Eppure, esistono vegani che non accettano nemmeno questo.

Lo so. Io non voglio essere estremista in nulla, credo che ogni estremo – lo dice la parola stessa – sia messo ai lati della realtà di ciò che ci sta succedendo intorno, per cui io vivo molto serenamente i miei gusti, se ho voglia di mangiarmi un pezzo di formaggio, se ne so la provenienza, se so che non proviene da animali sfruttati in allevamenti intensivi, ma perché no.

Ha mai sentito parlare dei fasciovegani, così definiti da Giuseppe Cruciani, ossia i vegani che augurano la morte e gravi malattie a chi mangia carne?

Trovo che sia orrendo augurare il male a qualcuno, chiunque esso sia io.

Hanno un po’ di colpa anche i vegani su come comunicano la loro alimentazione?

A volte i vegani trovano il modo di farsi volere poco bene, non puoi offendere una persona che è a tavola con te perché la pensa diversamente da te, altrimenti non dovrei andare in nessun ristorante.

Come si combatte tutto questo?

Cominciare a diventare più aperti noi vegani e non scandalizzarci se ogni tanto uno mangia un uovo o un pezzo di formaggio, ma ti dirò di più, anche se uno mangia la pizza con sopra le acciughe, e che sarà mai? Non è quello il male.

E cosa lo è?

Mi dispiace dirlo, sono quelli che fanno i burger, gli allevamenti lager, quelli che disboscano l’Amazzonia per coltivare cereali da dare agli animali degli allevamenti intensivi.

Qual è la sua idea sugli allevamenti intensivi?

Si fa del male agli animali, ma anche a noi umani perché mangiamo roba imbottita di antibiotici, di ormoni della crescita, un pollo che diventa in tre settimana di 1,4 kg, mi spieghi come fa a diventare così se non lo pompano di ormoni?

Ma di tutta questa storia sul veganesimo e gli allevamenti intensivi, cosa non le piace?

A me non piace tutto ciò che viene fatto solo per lo scopo di produrre denaro, io preferisco mangiare meno o mangiare cose buone anche se costano di più, rinunciando a mangiarle sempre perché non è obbligatorio mangiare tutti i giorni le cose costose, perfette e bio, uno può anche mangiare un piatto di pasta in bianco con l’olio, non è che muore, però non si può accettare questa roba, fa male al cuore.

Sui social sono in voga delle influencer di carne, in particolare ce n’è una chiamata @dieta_carnedryaged che mangia solo carne da nove anni tutti i giorni, ne mangia anche un chilo e mezzo cruda al giorno. Ha 58mila follower ed è seguita ed elogiata da molte ragazze. Cosa ne pensa di questi esempi sui social?

Mi auguro che la salute non le presenti mail il conto. Credo questa persona lo faccia per provocare e farsi notare, per la voglia di essere diversa può anche farlo ma non credo sia così salutare.

La carne rossa fa male?

Non lo dico io che suono il basso con i Pooh, lo dicono fior fior di scienziati che la carne rossa tanto bene non fa, soprattutto se mangiata in continuazione e con ostinazione.

https://www.gamberorosso.it

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