Catanzaro – Roberto Occhiuto scioglie ogni riserva e conferma ufficialmente la sua volontà di ricandidarsi alla presidenza della Regione Calabria in vista delle elezioni regionali del 2026. Lo ha annunciato nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Lamezia Terme, davanti a una platea di amministratori, sostenitori e rappresentanti della società civile.
«In questi anni abbiamo avviato un grande lavoro di cambiamento, soprattutto nella sanità, nelle infrastrutture e nella digitalizzazione della pubblica amministrazione – ha dichiarato Occhiuto – ma la Calabria ha ancora bisogno di essere guidata con determinazione, visione e concretezza. Per questo, ho deciso di ricandidarmi».
Il governatore, esponente di Forza Italia e figura di riferimento del centrodestra calabrese, ha sottolineato i risultati ottenuti durante il suo mandato, tra cui il potenziamento del sistema sanitario regionale attraverso l’arrivo di nuovi medici, la lotta agli sprechi e l’aumento della capacità di spesa dei fondi europei. Ha inoltre rivendicato l’attivazione di numerosi cantieri e l’avvio di progetti strategici per i collegamenti ferroviari e la mobilità interna.
Ma non sono mancati anche i riferimenti alle difficoltà incontrate: «Non è stato tutto semplice, abbiamo ereditato una Regione piena di emergenze e inefficienze. Ma oggi la Calabria è più credibile e presente nei tavoli nazionali. La mia ricandidatura nasce proprio dalla volontà di portare a compimento ciò che abbiamo iniziato».
L’annuncio di Occhiuto arriva in un momento di fermento politico, con le opposizioni che iniziano a muoversi sul territorio e il centrosinistra che lavora a una possibile alleanza larga. Nei prossimi mesi si delineerà con maggiore chiarezza il quadro delle candidature, ma il presidente uscente parte con il vantaggio di un mandato caratterizzato da visibilità mediatica e sostegno istituzionale.
Con questa scelta, Occhiuto si propone di consolidare il percorso di rinnovamento amministrativo e di proiettare la Calabria verso un futuro che, nelle sue parole, «non sia più segnato solo da promesse, ma da risultati concreti e duraturi».

