Rende, condannati Greco e Porcaro: tentata estorsione con metodo mafioso

luglio 2025 – Rende (CS). Il Tribunale di Cosenza ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di Antonio Greco e Francesco Porcaro, riconosciuti colpevoli del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il processo, seguito con attenzione dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha ricostruito un’intimidazione avvenuta ai danni di un imprenditore del territorio.

Secondo quanto emerso durante il dibattimento, i due imputati avrebbero tentato di costringere la vittima, con minacce riconducibili a modalità tipiche della criminalità organizzata, a versare somme di denaro in cambio di “protezione”. Il contesto dell’estorsione, come evidenziato dalla pubblica accusa, si inserisce in un clima di pressione esercitata su alcune attività economiche locali, con richiami espliciti alla forza del sodalizio criminale di riferimento.

Il giudice ha inflitto pene significative per entrambi gli imputati, ritenendo provata la sussistenza del metodo mafioso e la volontà intimidatoria, elemento che ha aggravato il quadro accusatorio. La sentenza arriva al termine di un’indagine complessa, alimentata anche da intercettazioni ambientali e dichiarazioni raccolte dalla vittima.

Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti della Procura e delle forze dell’ordine, che parlano di “un chiaro segnale contro ogni tentativo di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e imprenditoriale della zona”.

Il caso ha riacceso l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la vigilanza nei confronti di forme di criminalità che, pur agendo con apparente discrezione, continuano a cercare spazio e controllo anche in aree urbane come quella di Rende, cuore pulsante dell’economia cosentina.

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