RUBRICA PENNE RIGHE E CALMA(R)I

LA PIADINA

di Maria Giovanna Santucci

La piadina è una focaccia tradizionale italiana originaria dell’Emilia-Romagna, particolarmente apprezzata anche a livello internazionale.

Giovanni Pascoli, che la definì “il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli“. Pascoli sottolineava la semplicità e l’umiltà di questo cibo, associato alla cucina rustica e tradizionale della sua regione d’origine

Ha origini antiche, che risalgono probabilmente all’epoca romana o addirittura etrusca, elemento fondamentale nella dieta della popolazione rurale romagnola. Nasce come un pane semplice e povero, preparato con pochi ingredienti essenziali che le famiglie contadine avevano a disposizione.

La piadina era storicamente considerata un’alternativa al pane, specialmente nei periodi in cui il grano scarseggiava o durante la lavorazione dei raccolti, e veniva cotta su lastre di pietra o di terracotta, poi sostituite dal “testo,” una padella in terracotta o metallo che ancora oggi si usa per la cottura. Nei tempi antichi, il grasso principale usato era lo strutto, mentre oggi, soprattutto nelle versioni più moderne o per esigenze dietetiche, viene spesso sostituito con olio d’oliva. Nel dopoguerra, la piadina iniziò a guadagnare popolarità come cibo di strada, grazie alla sua versatilità e alla capacità di essere farcita con molti ingredienti, rendendola adatta a ogni palato.

Nel 2014, la Piadina Romagnola ha ottenuto la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta), che ne tutela la ricetta tradizionale e la qualità, rendendola un simbolo della cultura gastronomica italiana.

Può essere gustata come spuntino, pranzo o anche come cena leggera. La sua semplicità e versatilità rendono la piadina uno degli street food più amati in Italia, ed è perfetta da piegare o avvolgere attorno ai tuoi ripieni preferiti, come: prosciutto, salame squacquerone, mozzarella, rucola, zucchine grigliate e pomodori. Un calice rosso viola di Lambrusco ripensando a Don Camillo e Peppone ed alle etichette che furono disegnate personalmente dal grande scrittore e vignettista Giovannino Guareschi nel 1957. Giovanni Guareschi era solito nella sua trattoria servire i vini locali in bottiglie personalizzate con le etichette disegnate di suo pugno. Nel 1955 trasformata in Casa Guareschi con la mostra visitabile “Tutto il mondo di Guareschi”.

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