A San Giovanni in Fiore nessuno è riuscito a chiudere la partita al primo turno. La città silana tornerà alle urne per il ballottaggio dopo un voto che ha restituito un quadro politico fortemente frammentato e una comunità sostanzialmente spaccata in due.
Marco Ambrogio ha chiuso in vantaggio con oltre il 45% dei consensi, ma non abbastanza per conquistare subito la fascia tricolore. Dietro di lui resta aperta la sfida per il secondo turno, che adesso si trasformerà inevitabilmente in uno scontro politico ancora più duro.
San Giovanni in Fiore era uno dei comuni più osservati dell’intera Calabria. Non soltanto per il peso elettorale del centro silano, ma anche perché il voto viene considerato da molti analisti come un indicatore importante degli equilibri politici provinciali e regionali.
Durante la campagna elettorale il confronto si è acceso soprattutto su:
- sviluppo turistico della Sila;
- lavoro;
- servizi;
- sanità territoriale;
- e gestione amministrativa della città.
Temi che in un territorio montano come San Giovanni assumono un valore enorme, soprattutto in una fase storica segnata da spopolamento giovanile e difficoltà economiche.
Nelle ultime ore il clima politico è diventato ancora più teso.
Dichiarazioni, accuse reciproche e tentativi di apparentamento stanno già animando il dopo-voto. Il ballottaggio si preannuncia quindi come una battaglia decisiva, dove ogni alleanza potrà risultare determinante.

