Non si ferma l’escalation di violenza nei confronti dei sanitari. Il ministro Schillaci: “Presto nuove misure”. Chi accederà al pronto soccorso sarà identificato
Urgente e trasversale. L’escalation di aggressioni a medici e infermieri è un’emergenza che va oltre l’ambito sanitario. Al vertice di Palazzo Chigi tre ministri (con il titolare alla salute, anche Nordio e Piantedosi) e due sottosegretari. Agire subito e in modo mirato, l’obiettivo di Orazio Schillaci che ha accolto praticamente in blocco le proposte del sindacato dei camici bianchi. L’ultimo episodio a Cagliari (un medico di base schiaffeggiato) ma non c’è angolo del Paese immune dalla furia dei pazienti contro i camici bianchi. Un problema culturale che Schillaci sa di dover affrontare con ben altri strumenti. Intanto però c’è un fenomeno da arginare, allora spazio a strumenti deterrenti e repressione. “Ospedali come stadi” titola il Corriere della Sera.
A ricordare la gestione dei tifosi durante le partite, la previsione di un sistema di filtraggio in entrata: si accede ai pronto soccorso identificandosi. Questo, insieme all’intensificazione dei controlli con le telecamere, facilita la misura più eclatante che il governo introdurrà per frenare la violenza nei luoghi di cura. L’arresto in flagranza differita: con foto o video l’autore dell’aggressione può essere arrestato anche a 48 dall’episodio.
“Purtroppo siamo arrivati a questo” chiosa amaro il ministro della salute, ma intanto si farà il possibile per inserire questa misura già nel decreto omnibus, con un emendamento del governo. Mentre si lavora anche sul fronte della ridefinizione normativa della colpa medica: quasi concluso il lavoro del ministero della giustizia, la fine del 2024 dovrebbe essere decisiva.
FONTE RAI

