Catanzaro, 10 luglio 2025 – È una presa di posizione forte e senza precedenti quella assunta da cento sindaci calabresi, che hanno inviato una richiesta formale al Consiglio regionale della Calabria per sospendere ogni forma di cooperazione istituzionale ed economica con lo Stato di Israele.
Nel documento congiunto, firmato da primi cittadini appartenenti a diverse forze politiche, si chiede alla Regione di interrompere accordi, gemellaggi e collaborazioni in atto o in programma, motivando la richiesta con «la necessità di esprimere un chiaro segnale politico e morale contro le gravi violazioni dei diritti umani commesse nella Striscia di Gaza».
L’iniziativa nasce sull’onda delle proteste internazionali che stanno infiammando numerose capitali europee, e che in Calabria hanno trovato eco nei recenti sit-in e presìdi promossi da associazioni studentesche e movimenti pacifisti.
Tra i firmatari del documento figurano sindaci di città capoluogo e di piccoli comuni, a testimonianza di una condivisione trasversale del messaggio: «Non possiamo restare indifferenti – si legge nella nota – di fronte a quanto sta accadendo. La Calabria, terra di accoglienza e solidarietà, ha il dovere di prendere posizione».
Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha fatto sapere che la richiesta sarà esaminata in una delle prossime sedute, pur sottolineando «la delicatezza geopolitica della questione e la necessità di valutare con attenzione ogni implicazione istituzionale».
La proposta ha già scatenato un acceso dibattito politico e mediatico. Mentre alcune forze di maggioranza parlano di «strumentalizzazione ideologica», i promotori ribadiscono che la loro è una battaglia di coscienza. L’eventuale approvazione di una mozione in Consiglio rappresenterebbe un precedente significativo a livello nazionale.

