24 luglio 2025 – Tropea, perla della Costa degli Dei e simbolo del turismo calabrese, si ritrova ad affrontare un problema sempre più pressante: la malamovida. In piena stagione estiva, tra folle di turisti, locali affollati e musica ad alto volume fino a notte fonda, cresce la rabbia dei residenti del centro storico, ormai esasperati da una situazione definita da molti “fuori controllo”.
«Non viviamo più – denuncia un’anziana abitante del quartiere Borgo – qui ogni notte è un inferno: urla, bottiglie rotte, motorini impazziti e musica che entra in casa come se fossimo in discoteca». Le proteste si moltiplicano, supportate da comitati civici e associazioni locali che chiedono a gran voce un intervento immediato da parte dell’amministrazione.
Tra i punti critici ci sarebbero le numerose feste organizzate anche in abitazioni private, l’assenza di controlli sufficienti nelle ore notturne e un numero crescente di episodi di inciviltà e microcriminalità. Non solo disturbo della quiete pubblica, ma anche atti vandalici, rifiuti abbandonati e danneggiamenti.
Il sindaco, interpellato sull’emergenza, ha dichiarato: «Siamo consapevoli del disagio e stiamo lavorando per intensificare i controlli e trovare un equilibrio tra il diritto al divertimento e quello al riposo». Tuttavia, per molti cittadini le parole non bastano più. «Non siamo contro il turismo, ma servono regole e rispetto – afferma un rappresentante del comitato “Vivi Tropea” – altrimenti questo modello di turismo ci distruggerà dall’interno».
Nel frattempo, i social si riempiono di video e segnalazioni, diventando una cassa di risonanza per chi invoca un turismo più sostenibile e meno impattante. Una battaglia difficile, che tocca molte località italiane ma che a Tropea rischia di minare la convivenza tra residenti e visitatori in uno dei luoghi più belli e amati del Sud Italia.

