Venti anni fa l’uccisione di Nicola Calipari. Mattarella: “Non esaurienti le spiegazioni sulla sua morte”

L’agente del Sismi, nato a Reggio Calabria nel 1953, stava riportando a casa Giuliana Sgrena, la cronista del ‘Manifesto’ rapita in Iraq dagli jihiadisti

Venti anni fa, il 4 marzo 2005, moriva Nicola Calipari, l’agente del Sismi che stava riportando a casa Giuliana Sgrena, la cronista del ‘Manifesto’ rapita in Iraq dagli jihiadisti. Calipari stava viaggiando con la giornalista su un’auto verso l’aeroporto di Baghdad dal quale devono partire per tornare in Italia. L’auto a pochi metri da un posto di blocco statunitense viene crivellata di colpi dal ‘fuoco amico’ Usa. Calipari fa scudo alla Sgrena, che viene ferita, e viene ucciso da un colpo che lo raggiunge alla testa. Gli americani stanno presidiando quella strada dalla quale deve passare l’ambasciatore Usa in Iraq. Il soldato americano che ha sparato con una mitragliatrice alla Toyota sulla quale stavano viaggiando Sgrena e Calipari, Mario Lozano, dopo la richiesta di rinvio a giudizio viene prosciolto dalla Corte d’Assise che  non può procedere per difetto di giurisdizione perché le forze multinazionali in Iraq ricadono sotto la giurisdizione penale esclusiva dei rispettivi paesi d’invio. Domani, nell’Aula di Montecitorio avrà luogo la commemorazione


GazzettadelSudOnline

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