Vibo Valentia — Dramma sventato in carcere: detenuto tenta il suicidio, riemerge la polemica sulla copertura sanitaria

Vibo Valentia, 14 gennaio 2026 – È stato sfiorato il dramma nella casa circondariale di Vibo Valentia domenica scorsa, quando un detenuto ha tentato di togliersi la vita all’interno della struttura. L’episodio, emerso nelle ultime ore, ha riacceso il dibattito pubblico sulle condizioni di assistenza medica all’interno del carcere, in particolare sulla mancanza di un presidio sanitario continuo.

Il tentato suicidio e il salvataggio

Secondo le ricostruzioni delle cronache locali, il gesto estremo è avvenuto nel primo pomeriggio all’interno della casa circondariale di Vibo Valentia, che ospita circa 450 detenuti. Nel momento in cui l’uomo ha compiuto il gesto non era presente alcun medico all’interno della struttura, poiché la copertura sanitaria non è garantita h24.

A uno stato di pericolo imminente ha posto rimedio il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria e degli infermieri in servizio, che hanno prontamente avviato le manovre di soccorso indispensabili per mantenere in vita il detenuto fino all’arrivo di un medico esterno.

Intervento esterno e condizioni del detenuto

Successivamente alla prima assistenza interna, sul posto è stata fatta convergere d’urgenza la guardia medica di Sant’Onofrio, che ha proseguito le procedure di emergenza. Il detenuto è stato poi trasferito con ambulanza del 118 all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia e, vista la gravità del quadro clinico, successivamente al Policlinico universitario di Germaneto (Catanzaro), dove è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. La sua prognosi rimane riservata.

Carenza di assistenza medica e polemiche

L’episodio ha riportato all’attenzione pubblica la questione della copertura sanitaria dentro il carcere vibonese. Secondo fonti locali, la struttura attualmente dispone di solo pochi medici in servizio – tre più un professionista a chiamata – una situazione insufficiente per garantire una presenza continuativa di personale sanitario. Per assicurare un presidio sanitario realmente h24 sarebbero necessari almeno otto medici, secondo quanto riferito da chi segue da vicino la gestione sanitaria carceraria.

In particolare, la carenza riguarda anche figure essenziali come lo psichiatra, la cui presenza stabile è ritenuta fondamentale in un contesto dove il disagio psicologico e il rischio di atti autolesionisti sono statisticamente più elevati. Un bando per la ricerca di personale medico in regime di libera professione è stato pubblicato dall’Azienda Sanitaria Provinciale, con scadenza fissata al prossimo 20 gennaio, ma la copertura stabile resta al momento insufficiente.

Reazioni e riflessioni

Le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria e osservatori civici hanno espresso preoccupazione per una situazione che espone sia i detenuti sia il personale interno a rischi elevati, soprattutto in caso di emergenze sanitarie. Il caso di Vibo, già teatro di precedenti eventi critici, evidenzia con forza la necessità di un rafforzamento strutturale dell’assistenza dentro le carceri calabresi.

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