Calabria – In un gesto corale di solidarietà che attraversa i confini politici e le differenze amministrative, centinaia di comuni calabresi hanno deciso di esporre la bandiera palestinese sui balconi dei municipi e nelle piazze principali, unendosi idealmente al grido di pace che si leva da molte parti del mondo.
La decisione, maturata in modo spontaneo ma diffuso, nasce in risposta alla drammatica escalation del conflitto nella Striscia di Gaza, dove il bilancio delle vittime civili continua a salire in un contesto di devastazione e disperazione.
«Non è una presa di posizione politica, ma un atto umanitario», ha spiegato il sindaco di un piccolo comune del Cosentino, tra i primi ad aderire. «Davanti alla sofferenza di un popolo, il silenzio diventa complicità. Esporre la bandiera palestinese significa gridare “basta” alla guerra e chiedere un immediato cessate il fuoco».
Tra i comuni che hanno già issato il vessillo figurano realtà grandi come Reggio Calabria e Cosenza, ma anche tanti piccoli centri come San Giovanni in Fiore, Gioiosa Ionica, Roccella, Trebisacce, Amantea, Lamezia Terme e Castrovillari. In alcune piazze si sono organizzate fiaccolate, preghiere interreligiose e momenti di riflessione pubblica per promuovere la pace e il rispetto del diritto internazionale.
L’iniziativa, che ha già trovato eco nei social e nelle associazioni pacifiste locali, ha ricevuto il plauso di diversi esponenti del mondo accademico e culturale. L’Università della Calabria ha annunciato che terrà un convegno straordinario per riflettere sul ruolo delle istituzioni nella tutela dei diritti umani nei contesti di guerra.
Il gesto simbolico dei comuni calabresi si unisce a quello di altre città italiane e capitali europee, contribuendo a un coro che chiede alla comunità internazionale di intervenire per fermare l’orrore.
Nel cuore del Mediterraneo, la Calabria tende la mano a Gaza. E lo fa con un simbolo semplice ma potente: una bandiera, che oggi rappresenta il bisogno universale di pace e dignità.

