La Calabria prova a trattenere i suoi giovani più brillanti e lo fa con una misura destinata a far discutere, ma anche a cambiare concretamente il futuro di migliaia di studenti universitari. La Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto ha approvato il nuovo “Reddito di Merito”, un incentivo economico rivolto agli universitari calabresi che ottengono risultati eccellenti negli studi e mantengono una carriera accademica regolare.
Un intervento che punta a contrastare quella che da anni viene definita la più grande ferita del Sud: la fuga dei cervelli. Ragazzi costretti a lasciare la Calabria per studiare e, spesso, per non tornare più. Stavolta, invece, la Regione prova a invertire il paradigma: studiare bene e restare in Calabria potrà diventare una scelta conveniente anche economicamente.
Per il progetto sono stati stanziati 15 milioni di euro attraverso il Programma Operativo Complementare regionale e la misura sarà attiva già dall’anno accademico 2026/2027.
Fino a 1.000 euro al mese per gli studenti più meritevoli
Il “Reddito di Merito” non sarà legato all’ISEE o alla situazione economica familiare, ma esclusivamente ai risultati ottenuti all’università. Un elemento che distingue nettamente questa misura dalle tradizionali borse di studio.
Gli importi varieranno in base alla media ponderata degli esami universitari:
- 500 euro al mese per chi ha una media pari o superiore a 27;
- 750 euro al mese per chi supera il 28;
- fino a 1.000 euro mensili per chi mantiene una media pari o superiore a 29.
Per continuare a ricevere il contributo, però, non basterà avere voti alti. Gli studenti dovranno anche essere in regola con il percorso universitario, ottenendo tutti i crediti formativi previsti entro le scadenze fissate dagli atenei.
La Regione ha infatti previsto controlli periodici: entro il primo aprile dovrà essere conseguito almeno il 40% dei CFU previsti per l’anno accademico in corso, mentre entro il primo ottobre sarà necessario aver completato tutti i crediti richiesti.
Premiati anche i diplomati eccellenti
La misura guarda anche ai giovani appena usciti dalle scuole superiori. Potranno accedere al beneficio i diplomati con almeno 95/100 che supereranno il test di accesso previsto per il Reddito di Merito, collocandosi tra i migliori candidati. Anche gli studenti che si iscriveranno alle lauree magistrali potranno ottenere il sostegno economico, purché abbiano concluso la triennale con almeno 108/110.
Coinvolti gli atenei calabresi
Il progetto sarà attuato in collaborazione con le università della regione: Università della Calabria, Università Magna Graecia di Catanzaro, Università Mediterranea di Reggio Calabria e Università per Stranieri Dante Alighieri.
Proprio nei giorni scorsi è stato firmato il protocollo d’intesa tra Regione e atenei per definire modalità operative e controlli sui requisiti degli studenti.
Una sfida culturale oltre che economica
Dietro il Reddito di Merito non c’è soltanto un incentivo finanziario. La Regione Calabria punta a lanciare un messaggio preciso: investire sul capitale umano e trasformare il talento in una leva di sviluppo territoriale.
“Invito i nostri ragazzi a studiare, perché conviene sempre nella vita e in Calabria conviene di più”, ha dichiarato il presidente Occhiuto durante la presentazione ufficiale della misura.
L’obiettivo politico e culturale appare chiaro: costruire una Calabria capace di trattenere competenze, energie e professionalità che troppo spesso negli ultimi anni hanno scelto università e carriere lontane dalla regione.
Se la misura funzionerà davvero lo diranno i numeri dei prossimi anni. Ma il segnale lanciato dalla Cittadella regionale è forte: per la prima volta il merito universitario diventa uno strumento strutturato di politica economica e sociale in Calabria.

