Rottamazione quater e quinquies: il Governo valuta nuove riaperture e più tolleranza sui pagamenti

La pace fiscale torna al centro del dibattito politico ed economico. Nelle ultime ore il Governo e la maggioranza stanno valutando una serie di modifiche al decreto fiscale 2026 che potrebbero riaprire i termini della rottamazione quater e ampliare ulteriormente la nuova rottamazione quinquies.

Secondo le indiscrezioni emerse durante l’esame parlamentare del decreto fiscale, l’obiettivo sarebbe quello di concedere una nuova possibilità ai contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni agevolate e, allo stesso tempo, rendere più flessibile il sistema delle rate.

Nuova chance per chi è decaduto dalla rottamazione quater

Uno dei punti più discussi riguarda i contribuenti che hanno perso i benefici della rottamazione quater dopo il mancato pagamento delle rate scadute tra novembre 2025 e febbraio 2026.

La Lega starebbe spingendo per consentire una riammissione straordinaria, permettendo ai decaduti di rientrare nel piano senza perdere tutte le agevolazioni già ottenute.

L’ipotesi sul tavolo sarebbe quella di collegare la riammissione alla prossima scadenza del 31 maggio 2026, data già prevista per alcuni versamenti della definizione agevolata.

Rottamazione quinquies: possibili aperture a Comuni e casse previdenziali

Parallelamente continua il confronto sulla rottamazione quinquies, la nuova sanatoria fiscale che punta ad ampliare la platea dei debiti definibili.

Tra le novità allo studio ci sarebbe l’estensione ai tributi locali, comprese alcune cartelle comunali, e perfino alle casse previdenziali professionali, anche se su questo punto restano ancora forti resistenze tecniche e politiche.

L’idea sarebbe quella di lasciare autonomia ai Comuni, consentendo a ciascun ente locale di scegliere se aderire o meno alla definizione agevolata. Una soluzione che però rischia di creare differenze territoriali tra città favorevoli e città contrarie alla misura.

Rate più lunghe e ritorno dei cinque giorni di tolleranza

Tra gli aspetti che potrebbero cambiare ci sono anche le modalità di pagamento. La rottamazione quinquies, nella sua formulazione iniziale, non prevedeva i cinque giorni di tolleranza già presenti nella quater.

Ora il Governo starebbe valutando di reintrodurre quella finestra temporale per evitare decadenze automatiche causate da ritardi minimi nei versamenti.

Resta inoltre forte la spinta verso piani di pagamento molto più lunghi rispetto al passato. Le ipotesi parlano di rateizzazioni fino a 54 rate bimestrali, con scadenze che potrebbero arrivare addirittura al 2035.

Cosa si pagherebbe davvero

La struttura della quinquies resterebbe simile alle precedenti definizioni agevolate: il contribuente pagherebbe il capitale dovuto e le spese di riscossione, evitando invece sanzioni e interessi di mora.

Secondo le anticipazioni circolate in questi giorni, potrebbero essere ammessi anche contribuenti decaduti dalle vecchie rottamazioni, purché i debiti rientrino nel nuovo perimetro previsto dalla legge.

Il nodo delle coperture economiche

Prima di eventuali modifiche definitive servirà però capire quanti contribuenti abbiano aderito alla quinquies entro il termine del 30 aprile 2026 e soprattutto verificare le coperture finanziarie necessarie.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo avrebbe già avviato le verifiche tecniche sui numeri delle adesioni per capire quanto margine economico esista per ampliare ulteriormente la misura senza compromettere gli equilibri di bilancio.

Al momento nessuna decisione definitiva è stata ancora approvata, ma il tema è ormai entrato ufficialmente nel confronto parlamentare e potrebbe portare a novità concrete già entro la fine di maggio, quando il decreto fiscale dovrà essere convertito definitivamente in legge.

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