Casa e affitti, il bonus regionale “Una casa per tutti” interessa anche Cosenza

Ragazzo con cartello affittasi

Fino a 300 euro al mese (più 50 per le famiglie con disabili) per chi rischia di perdere la casa: il nuovo intervento della Regione Calabria riguarda da vicino anche il territorio cosentino.


La lotta al disagio abitativo entra nel vivo anche a Cosenza e provincia con il nuovo intervento regionale “Una casa per tutti”, presentato ufficialmente il 12 novembre dall’assessore all’Inclusione sociale Pasqualina Straface.

Il provvedimento, finanziato con 9 milioni di euro nel quadro del Por Calabria 2021–2027 (FSE+, Azione 4.1.1), prevede l’erogazione di un bonus mensile fino a 300 euro, che può salire a 350 euro in presenza di una persona con disabilità all’interno del nucleo familiare.

L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere le famiglie in difficoltà e prevenire la perdita dell’abitazione, intervenendo prima che uno sfratto o una morosità diventino una frattura irreparabile nel percorso di vita delle persone.


A chi è rivolto il bonus

Secondo quanto comunicato dalla Regione, potranno accedere al contributo i nuclei residenti in Calabria che:

  • hanno un ISEE fino a 17.000 euro;
  • si trovano in condizioni di difficoltà economica o abitativa;
  • includono anche i percettori dell’Assegno di inclusione (quota A).

Non si tratta quindi di una misura riservata solo ai grandi centri, ma di un intervento valido per tutti i Comuni calabresi, e dunque anche per Cosenza, Rende e l’intero territorio cosentino.


Come funzionerà: il ruolo di Comuni e Ambiti sociali

Il bonus non sarà erogato direttamente dalla Regione ai cittadini: la gestione passerà agli Ambiti territoriali sociali (ATS), in collaborazione con i Comuni, che dovranno occuparsi di:

  • pubblicare gli avvisi sul proprio territorio;
  • raccogliere le domande;
  • stilare le graduatorie dei beneficiari;
  • rendicontare le somme alla Regione.

Dal Palazzo della Cittadella è stato chiarito che il bando è di prossima pubblicazione: saranno gli avvisi locali a definire modalità operative, documenti da presentare e scadenze. Fino a quel momento, le famiglie interessate dovranno attendere le comunicazioni ufficiali dei rispettivi Comuni e degli ATS di riferimento.


Perché la misura è cruciale per Cosenza

Il nuovo bonus arriva in un contesto in cui, soprattutto nell’area urbana Cosenza–Rende, il tema casa è diventato sempre più critico, in particolare per studenti e famiglie a basso reddito.

Una recente indagine di Federconsumatori Calabria, pubblicata a metà settembre, ha rilevato che l’area Cosenza–Rende è quella con i canoni medi di affitto più alti della regione per una stanza singola:

  • 391 euro al mese a persona il costo medio rilevato;
  • con punte che raggiungono e superano i 600 euro;
  • una spesa annua complessiva (affitto + utenze) che può superare i 5.500 euro per uno studente fuori sede.

Numeri che, rapportati ai redditi medi del territorio, rendono il caro-affitti un problema non solo studentesco, ma sociale: sempre più nuclei faticano a sostenere il canone, specie in presenza di lavori precari, famiglie monoreddito o situazioni di fragilità.


Le precedenti richieste di Cosenza alla Regione

Già nei mesi scorsi il Comune di Cosenza aveva acceso i riflettori sul tema del bonus affitti. A fine giugno, l’assessora al Welfare Veronica Buffone (M5S) aveva chiesto pubblicamente alla Regione “fondi e tempi certi”, denunciando una situazione definita «insostenibile» per molte famiglie calabresi e cosentine, strette tra salari bassi, inflazione e caro-bollette.

Buffone aveva parlato di “politica degli annunci”, chiedendo un bando con risorse garantite, scadenze chiare e graduatorie effettivamente finanziate, dopo anni di bandi comunali basati su linee guida regionali ma senza coperture sufficienti.

In questo quadro, “Una casa per tutti” rappresenta un primo passo concreto: un intervento strutturato, con fondi europei dedicati e una governance che coinvolge direttamente gli enti locali. Resta ora da verificare, alla pubblicazione del bando, la rapidità di attuazione, la platea reale dei beneficiari e l’eventuale coordinamento con gli altri strumenti esistenti, come i tradizionali contributi regionali “Fitto Casa” legati alla legge 431/98.

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