Cosenza, vigilanza nelle sedi Asp: firmati accordi a tutela di 88 lavoratori. UGL esulta

COSENZA – Un importante traguardo sindacale è stato raggiunto nel settore della vigilanza privata in provincia di Cosenza. L’UGL Sicurezza Civile ha annunciato con soddisfazione la firma di accordi finalizzati alla salvaguardia occupazionale di 88 lavoratori impiegati nei servizi di vigilanza all’interno delle sedi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.

Gli accordi, siglati tra le organizzazioni sindacali e le imprese appaltatrici, garantiscono la continuità lavorativa degli operatori impegnati nei presidi sanitari, assicurando tutele salariali, clausole sociali e condizioni contrattuali conformi alla normativa vigente.

«Dopo mesi di confronto serrato e di interlocuzioni istituzionali, siamo riusciti a garantire serenità e certezze a 88 famiglie calabresi», ha dichiarato con soddisfazione il dirigente territoriale dell’UGL, che ha sottolineato l’importanza di questo risultato anche in chiave di sicurezza pubblica: «La presenza costante e qualificata degli operatori di vigilanza è fondamentale per assicurare ordine, prevenzione e tutela del personale sanitario e dei cittadini».

La vicenda aveva sollevato forti preoccupazioni nei mesi scorsi, a seguito del rischio di cambio appalto e della possibile discontinuità nei contratti. Grazie all’intervento sindacale, è stato scongiurato lo scenario peggiore, salvaguardando non solo i livelli occupazionali, ma anche la qualità del servizio reso nelle strutture dell’Asp.

L’UGL ha inoltre rivolto un appello alle istituzioni sanitarie affinché si vigili in futuro sulla regolarità delle gare d’appalto e sulla corretta applicazione dei contratti di settore, per evitare incertezze che minano la dignità dei lavoratori.

«Questa firma – conclude il sindacato – non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza: continueremo a monitorare da vicino l’evoluzione del settore per difendere i diritti di chi, ogni giorno, lavora con responsabilità e discrezione nei luoghi più delicati della sanità pubblica».

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