Il cerchio del comparaggio si allarga: a Fagnano Castello il “Papuocciulu” rinnova una tradizione che unisce i cuori

Fagnano Castello – Ci sono tradizioni che non appartengono soltanto al passato, ma continuano a vivere ogni volta che qualcuno sceglie di custodirle e di tramandarle. Sono riti che parlano di amicizia, di appartenenza, di memoria e di comunità. Ieri sera, nel suggestivo borgo di Fagnano Castello, tutto questo è tornato a prendere forma con il rito del comparaggio di San Giovanni, conosciuto da tutti come “u Papuocciulu”.

Dopo l’emozionante rinascita dello scorso anno, quando il rito fu celebrato da Paolo Terranova, Luigi Antonucci ed Ermanno Cribari, la tradizione ha scritto un nuovo capitolo. A quel legame, nato sotto il segno di San Giovanni e consacrato dal passaggio del piccolo bambolotto di puliejiu – l’erba aromatica che da secoli accompagna questa antica usanza – si è unito Pier Paolo Giambarella, di Santa Caterina Albanese, accolto con grande affetto dai tre compari.

Da ieri, il gruppo dei “Cumpari ‘i Papuocciulu” è composto quindi da Luigi Antonucci, Ermanno Cribari, Paolo Terranova e Pier Paolo Giambarella, un quartetto legato non soltanto da una sincera amicizia, ma anche da una promessa rituale che affonda le proprie radici nella cultura popolare calabrese.

Ancora una volta il cuore del paese si è trasformato in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Il “Papuocciulu”, vestito come un neonato e fatto con il profumato puliejiu, è passato di braccia in braccia mentre veniva recitata la tradizionale filastrocca che, da generazioni, suggella il comparaggio di San Giovanni. Un gesto semplice, ma ricco di un significato profondo: diventare compari significa promettersi sostegno reciproco, rispetto, presenza e affetto per tutta la vita.

Alla cerimonia hanno preso parte i familiari dei neo-compari, amici e numerosi visitatori giunti anche dai paesi vicini, attratti dalla bellezza di una tradizione che continua a emozionare chiunque vi assista. Gli occhi lucidi, i sorrisi sinceri, gli abbracci ripetuti e i brindisi condivisi hanno raccontato molto più delle parole. Hanno raccontato una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie radici e che trova nella memoria collettiva la forza per guardare al futuro.

La serata è poi proseguita in un clima di autentica convivialità, tra tavole imbandite, racconti, risate e vecchi ricordi, restituendo il senso più autentico dello stare insieme. Per qualche ora il borgo è tornato a vivere quell’atmosfera che un tempo accompagnava naturalmente le feste popolari, quando ogni rito rappresentava un patrimonio comune da custodire.

In un’epoca in cui tutto corre veloce e molte tradizioni rischiano di scomparire, Fagnano Castello dimostra che il passato può ancora dialogare con il presente. Il rito del “Papuocciulu” non è soltanto una cerimonia folkloristica: è una dichiarazione d’amore verso la propria terra, verso la propria storia e verso quei valori che il tempo non dovrebbe mai consumare.

Il comparaggio di San Giovanni continua così il suo cammino, passando di anno in anno da un cuore all’altro, ricordandoci che l’amicizia, quando viene vissuta con sincerità e consacrata dalla tradizione, può diventare una delle eredità più preziose da lasciare alle generazioni future. Perché ci sono giornate che finiscono al tramonto e altre che, semplicemente, continuano a vivere nella memoria di chi le ha condivise.

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