Il fallimento del referendum per la città unica: una lezione per la politica

L’ultimo referendum per l’unificazione di Cosenza, Rende e Castrolibero in una città metropolitana ha rappresentato, senza mezzi termini, un fallimento della politica. Non è sufficiente, infatti, un tratto di penna o un progetto calato dall’alto per fondere tre comunità così diverse per storia, identità e sensibilità. L’unità, quella vera, nasce dal basso, dalla volontà condivisa dei cittadini e da un dialogo costante con i rispettivi sindaci, non da un’imposizione.

Le identità territoriali non possono essere cancellate con un voto: vanno rispettate, valorizzate e integrate in un disegno comune che non rinneghi le radici, ma le armonizzi. Come ha sottolineato con lucidità l’ex sindaco Sandro Principe, la strada giusta non è l’annessione, ma la cooperazione: unire i servizi, migliorarli, e farlo salvaguardando gli usi, i costumi e il patrimonio culturale di ogni singola realtà.

Questa vicenda dovrebbe insegnare che la vera modernità non si misura sulla carta dei confini amministrativi, ma sulla capacità di costruire un futuro condiviso, rispettoso delle diversità e fondato sulla partecipazione reale delle comunità.

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