Quattro nuovi innesti da parte di Mister spalletti, Pisilli della Roma, Maldini del Monza, Di Gregorio Juventus e Gabbia dal Milan. Le prime impressioni e le dichiarazioni dei baby campioni
“Io sono un tifoso romanista mi piacerebbe diventare un simbolo della Roma. Ma è ancora presto per dire se farò tutta la carriera lì”. Così oggi a Firenze, al centro tecnico federale di Coverciano, dove la Nazionale italiana sta svolgendo la preparazione in vista dei prossimi due impegni di Nations League, il 20enne centrocampista della Roma Niccolò Pisilli, alla sua prima convocazione in azzurro, commenta quanto recentemente detto da Frattesi che, elogiandolo, ha detto di sperare che possa diventare un simbolo della Roma. Intanto, però, il giovane talento giallorosso prosegue gli studi ed è iscritto all’Università. “La mia famiglia ci tiene tantissimo allo studio – spiega – Studio Scienze della Comunicazione. Ora gioco a calcio e poi vedremo. Il giornalismo mi affascina, ma ora penso a giocare a calcio”.
“Essere qui è un punto dipartenza, non me l’aspettavo, non avevo pretese. Darò tutto me stesso per dimostrare di meritare questa chiamata”. Il classe 2004 è il più giovane del gruppo convocato da Luciano Spalletti per i prossimi due impegni di Nations League giovedì a Roma contro il Belgio e lunedì a Udine contro Israele.
I ringraziamenti a chi lo ha lanciato: “Ci tengo a ringraziare De Rossi, Mourinho e Juric, è anche grazie a loro se sono qui: mi hanno dato fiducia facendomi giocare. E’ sempre un onore vestire la maglia azzurra, aver fatto le esperienze con le Under mi è sicuramente servito”
La prima volta anche per…
Sessantuno anni dopo nonno Cesare e a oltre 22 anni di distanza dall’ultima delle 126 presenze in azzurro di papà Paolo, Daniel è chiamato a portare avanti la dinastia Maldini in Nazionale. Un’eredità pesante, una saga familiare che si intreccia sempre più con la storia calcistica dell’Italia unendo tre diverse generazioni: ”La mia famiglia mi è sempre stata vicina, abbiamo parlato però poco di questa convocazione. Mi fa un bell’effetto vedere qui le foto di mio padre e mio nonno, ma penso al ritiro e vivo giornata dopo giornata”. Non è facile portare un cognome così ingombrante: ”Con il tempo capisci che devi continuare per la tua strada a prescindere dal parere degli altri, positivo o negativo che sia”. Il calciatore che più lo ha ispirato è Kaka, l’avversario che lo ha impressionato di più Dybala: ”La facilità con cui fa le cose è incredibile”
Anche gli altri due Azzurri alla prima chiamata in Nazionale, Michele Di Gregorio e Matteo Gabbia, hanno parlato rispettivamente ai microfoni di Rai Sport e Vivo Azzurro TV: ”Questa convocazione è una gioia immensa – le parole del portiere della Juventus – l’ho desiderata tanto e non vedo l’ora di poter aiutare la squadra. Ho trovato un gruppo affiatato, che mi ha accolto subito bene”. Classe 1997, nato a Milano e cresciuto nelle giovanili dell’Inter, Di Gregorio si è fatto le ossa nelle serie minori girando l’Italia in lungo e largo: ”A 19 anni ero in Serie C al Renate, poi ho giocato tre anni in B e ho raggiunto la promozione con il Monza, fino ad arrivare quest’estate alla Juventus”. Dieci anni fa varcava per la prima volta il cancello di Coverciano con la Nazionale Under 17: ”Ora mi ritrovo qui ed è bellissimo. La dedica è per la mia famiglia, che mi è sempre stata vicina”
FONTE RAI

