Sandro Principe, il ritorno del leone gentile


Sandro Principe, il ritorno del leone gentile

Rende – È tornato, come tornano i grandi uomini quando il tempo chiama e la storia bussa di nuovo alla porta. Sandro Principe si è presentato ai giornalisti con la pacatezza di chi non deve più dimostrare nulla, ma ha ancora molto da dare. Una voce che non urla, ma che pesa. Uno sguardo che conosce i margini di ogni carta amministrativa, e che sa leggere nei cuori della sua gente.

Quella di Sandro Principe non è una semplice candidatura. È il ritorno di un pensiero ordinato, di una visione lucida e concreta della cosa pubblica. Un uomo che ha scritto pagine importanti della storia amministrativa calabrese, e che ora, ancora una volta, si mette al servizio della sua terra. Non per ambizione, ma per dovere.

C’è qualcosa di profondamente romantico in questo percorso. Una reminiscenza di quel 1993, quando Giacomo Mancini – il più grande politico che la Calabria abbia mai avuto – scelse di tornare a Cosenza con una sfida fuori dagli schemi, rompendo steccati ideologici e parlando al cuore di tutti. Non solo ai suoi, ma anche a quelli che, fino a poco prima, avevano camminato altrove.

Mancini allora si affidò a liste civiche che parlavano una lingua trasversale: non solo quella della sinistra, ma anche del centrodestra, dei moderati, degli scontenti, di chi credeva che il riscatto potesse arrivare solo da chi conosceva davvero la città.

Principe oggi raccoglie quell’eredità. Ne onora la memoria e ne riprende la lezione politica. Anche lui guarda oltre gli steccati. Anche lui vuole parlare ai cittadini, non alle tifoserie. E lo fa con la forza di un uomo che è stato tanto, ma che ancora vuole essere utile.

Chi conosce Sandro Principe sa che dietro la sua eleganza antica si cela un uomo di acciaio. Un amministratore instancabile, capace di vedere dove altri non vedono, di immaginare una città anche quando tutto attorno sembrava sfumare. La sua è una politica del fare, fatta di opere, di risanamenti, di sviluppo e legalità.

E oggi, in un tempo in cui i politici sembrano smarrire la bussola, il suo ritorno ha il sapore di una promessa: quella che il buongoverno è ancora possibile. Che esiste una via d’uscita dal grigiore dell’improvvisazione. Che c’è ancora spazio per i costruttori di futuro.

Rende lo osserva. Alcuni con entusiasmo, altri con prudenza. Ma tutti sanno che con Sandro Principe si torna a parlare di amministrazione vera, di visione urbana, di crescita sociale. Non è solo un candidato. È una figura simbolica, che porta sulle spalle la memoria di un tempo autorevole e il desiderio – sincero, maturo – di rimettere ordine nel disordine.

E allora ben venga questo nuovo viaggio. Perché quando a muoversi è un grande uomo, ma soprattutto un grandissimo amministratore, anche la speranza torna a camminare.

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