Per la prima volta in pubblico, il 23enne originario della provincia di Padova, reo confesso del femminicidio dell’ex compagna Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023
Èiniziata alle 9.30 l’udienza del processo a Filippo Turetta, presente nell’aula della Corte d’assise del tribunale di Venezia per la prima volta in pubblico. Il 23enne originario della provincia di Padova, è reo confesso per il femminicidio dell’ex compagna Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023 a Fossò, nel Veneziano.
La memoria di 40 pagine
Turetta ha depositato una memoria di una quarantina di pagine, scritte a ricostruzione di quanto era accaduto, per mettere ordine su quanto accaduto. “Un lavoro cominciato a febbraio e andato avanti per tutta l’estate”, ha detto il giovane.
Ho pensato di rapirla
Il 23enne ha poi cominciato a rispondere alle domande del pubblico ministero Andrea Petroni: “Ho pensato di rapirla, e anche di toglierle la vita, ero confuso, volevo stare ancora assieme a lei”: queste le prime parole di Turetta. Con lo sguardo rivolto a terra, la voce bassa e titubante, diverse esitazioni prima di rispondere, Turetta ha proseguito dicendo che in quel momento era arrabbiato, “era un bruttissimo periodo, volevo tornare assieme a lei e per quello ho ipotizzato questo piano per quella sera”.
Scotch e manette professionali
All’attenzione del pm, in particolare, gli appunti presi da Turetta su quanto stava progettando, ritrovati sul suo cellulare: “Ho iniziato il 7 novembre – ha risposto l’imputato – avevo tanti pensieri sbagliati”. Entrando nel dettaglio, Turetta ha inoltre affermato di aver fatto ricerche su internet su “scotch resistente e manette professionali”, pensando di utilizzare questi strumenti per immobilizzare Giulia Cecchettin dopo averla rapita. Ricerche che poi hanno portato effettivamente all’acquisto on line di scotch e una cartina stradale
Èiniziata alle 9.30 l’udienza del processo a Filippo Turetta, presente nell’aula della Corte d’assise del tribunale di Venezia per la prima volta in pubblico. Il 23enne originario della provincia di Padova, è reo confesso per il femminicidio dell’ex compagna Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023 a Fossò, nel Veneziano.
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La memoria di 40 pagine
Turetta ha depositato una memoria di una quarantina di pagine, scritte a ricostruzione di quanto era accaduto, per mettere ordine su quanto accaduto. “Un lavoro cominciato a febbraio e andato avanti per tutta l’estate”, ha detto il giovane.
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Ho pensato di rapirla
Il 23enne ha poi cominciato a rispondere alle domande del pubblico ministero Andrea Petroni: “Ho pensato di rapirla, e anche di toglierle la vita, ero confuso, volevo stare ancora assieme a lei”: queste le prime parole di Turetta. Con lo sguardo rivolto a terra, la voce bassa e titubante, diverse esitazioni prima di rispondere, Turetta ha proseguito dicendo che in quel momento era arrabbiato, “era un bruttissimo periodo, volevo tornare assieme a lei e per quello ho ipotizzato questo piano per quella sera”.
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Scotch e manette professionali
All’attenzione del pm, in particolare, gli appunti presi da Turetta su quanto stava progettando, ritrovati sul suo cellulare: “Ho iniziato il 7 novembre – ha risposto l’imputato – avevo tanti pensieri sbagliati”. Entrando nel dettaglio, Turetta ha inoltre affermato di aver fatto ricerche su internet su “scotch resistente e manette professionali”, pensando di utilizzare questi strumenti per immobilizzare Giulia Cecchettin dopo averla rapita. Ricerche che poi hanno portato effettivamente all’acquisto on line di scotch e una cartina stradale
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Non c’è Elena Cecchettin
In aula stamattina ci sono anche il papà di Giulia, Gino Cecchettin, lo zio e la nonna, non c’è invece la sorella Elena, che in una storia su Instagram ha detto che non sarà presente neanche lunedì prossimo, quando proseguirà l’esame di Turetta.
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fonte rainews.it

