Nell’indagine che ha smantellato i business illeciti degli ultras sono state emesse 19 ordinanze di arresto. Una frangia di ultras era dedita a spedizioni punitive, anche su richiesta, come l’aggressione al personal trainer Cristiano Iovino
Nella maxi-inchiesta che oggi ha portato a 19 arresti nell’ambito delle curve di Inter e Milan, c’è un capitolo dedicato al rapporto tra il rapper Fedez (Federico Leonardo Lucia) e Luca Lucci, leader ultras rossonero. Quest’ultimo, di cui si parlato anche per essere stato ritratto in alcune foto con Matteo Salvini, infatti interloquiva con il cantante a proposito di una bevanda.
Il 26 ottobre del 2023 viene riportata una conversazione tra il rapper che chiede l’intervento di Luca Lucci “per avere la possibilità di somministrare la bevanda” (bevanda sponsorizzata da Fedez e Lazza)” all’interno dello stadio Meazza in occasione degli eventi calcistici, è scritto nell’ordinanza.
“Ma se voi avete una società di consulenza o una società con la quale possiamo lavorare, ma se io vi appalto a voi la distribuzione di (nome della bevanda, ndr)? All’interno dello stadio…e vi prendete una percentuale…eh capito?”, dice Fedez, che non risulta indagato, immaginando una eventuale società di consulenza con cui collaborare.
Lucci si dice non soltanto disponibile ad intercedere sul fronte rossonero, ma anche nerazzurro: “…se vuoi mi muovo anche con l’inter, perché lui fa anche quelli dell’Inter… quindi…io se vuoi, te le faccio mettere in entrambe le partite” con ciò attestando, a dire del gip, “la sua capacità di poter mettere in atto un intervento trasversale all’interno dello stadio”.
E a Lucci, il cantante Fedez – in un dialogo del 12 dicembre del 2023 – si rivolge per avere indicazione di una persona fidata “che potesse occuparsi della sicurezza sua e della sua famiglia”, si legge nell’ordinanza.
Nell’ordinanza si parla anche di incontri tra i due per “tessere preliminari accordi in ordine all’acquisizione, in società tra di loro, del locale denominato Old Fashion”, nota discoteca di Milano. In questo contesto, scrive il gip Domenico Santoro, “si inserisce una vicenda di indubbio interesse per le indagini, non certo per la presenza di Fedez quanto piuttosto perché l’episodio comprova come una frangia degli ultras del Milan si sia trasformata in una sorta di gruppo violento dedito a spedizioni punitive, anche su richiesta”. Si riferisce al pestaggio al personal trainer Cristiano Iovino che è tra gli episodi contestati nell’accusa di associazione per delinquere ad otto ultras milanisti, oltre a Lucci c’è anche Christian Rosiello, bodyguard di Fedez.
FONTE RAI

